Martedì 07 Aprile 2020 | Bergamo

MACBETH

Foto Tommaso Le Pera

Per la Stagione di Altri Percorsi, sul palco del Sociale Fausto Russo Alesi e Arianna Scommegna.

 

«Ci sono testi di Shakespeare che non puoi mettere in scena se prima non hai incontrato gli attori giusti, esattamente quelli, nell’esatto momento. L’incontro è avvenuto. Fausto è Macbeth, Arianna è Lady Macbeth. Sufficientemente maturi per immergersi nell’abisso, sufficientemente giovani per non soccombervi. Ho voluto accanto a me Letizia Russo. Letizia è una drammaturga rigorosa e profonda, capace di maneggiare il verso e di restituirlo a noi, più vivido, più limpido. 

Sui grandi classici pesa una tradizione di visioni, alcune molto lineari, altre meno ma ciò che conta è che finché non ti immergi personalmente, hai idee pregiudiziali e preconcette. Macbeth e Lady Macbeth sono goffi, fragili ed insicuri. Non sono per nulla avvezzi a “fare il male”. Sbagliano tutto, i tempi, i modi, i gesti.

La coppia “infernale” di infernale ha davvero poco. 
Qui sta il cuore del ragionamento. Il male che si mostra come tale è meno malvagio del male che si cela. Perché il primo, presto o tardi, viene sconfitto, il secondo, quello nascosto, è difficile da estirpare. Se uccidere, violare, mentire è la norma nei “palazzi” (o dovrei dire castelli… siamo in Scozia!), Macbeth e la Lady potrebbero benissimo essere come tutti gli altri. Ciò che li differenzia è dunque l’opposto: non sono bravi a perseguire “il male”. 

Ammazzare in guerra non costa fatica a Macbeth, ammazzare per pura ambizione di potere lo distrugge. E lo spaventa. Ecco quindi arrivare le streghe. Le streghe esistono, altrimenti perché le vedrebbe anche Banquo? Esse non sono solo l’emergere dei desideri inconsci di Macbeth, sono il destino beffardo, lo scherzo del caso, le tentazioni del “sistema”. L’intero sistema di potere è corrotto e malvagio, non solo Macbeth. 
Tra Macbeth e Lady Macbeth scorre un amore profondo, devoto e pieno di desiderio. Provo una grande forma di pietà per questo loro sentimento, così misero e nobile al tempo stesso. Misero perché sprofondano assieme in un luogo da cui non si può tornare, nobile perché in tutto questo orrore si amano davvero. 

Cerco il sangue tra le righe, ma non lo trovo. I corpi martoriati non vengono esposti, la morte non viene esibita. Come se Shakespeare avesse voluto volontariamente attenersi al senso del “pudore”, tipico della tragedia greca, dove la violenza veniva raccontata, mai “mostrata”. Il buio ci accompagna in una lunga notte che non sembra mai finire. “A che punto è la notte?”. Come se la vita, la nostra, fosse solo una breve parentesi, la luce fioca di una candela. L’ombra della notte, dunque, avvolge i pensieri, rendendoli più cupi e spaventosi, ma avvolge anche il sangue che quei pensieri hanno reso azioni. 

Di fronte ad azioni tanto malvagie, dovrebbe essere naturale impazzire e soccombere, giusto? Allora perché la storia umana ha sparso nel corso dei secoli soprusi, violenze, morti e torti di ogni genere, senza accennare a smettere e senza impazzire e soccombere? 
Macbeth e Lady Macbeth non sono due mostri, non sono due simboli del male assoluto, no, niente affatto, Macbeth e la Lady sono semplicemente due esseri umani, perché in essi sopravvive ancora un barlume di coscienza, una luce che l’umanità tanto spesso ha smarrito nel corso della sua storia». 

(Serena Sinigaglia)

di William Shakespeare

traduzione e adattamento Letizia Russo

regia Serena Sinigaglia

scene Maria Spazzi

luci Gerardo Buzzanca

colonna sonora Sandra Zoccolan

costumi Katarina Vukcevic

in collaborazione con gli allievi del biennio specialistico dell’Accademia delle Belle Arti di Brera. coordinamento a cura di Paola Giorgi

con Fausto Russo Alesi, Arianna Scommegna

e con Giovanni Battaglia, Gianluca Bazzoli, Alfonso Genova, Noemi Grasso, Paolo Grossi, Sebastiano Kiniger, Stefano Orlandi, Pierpaolo Preziuso, Federica Quartana, Sara Rosa Losilla, Maria Giulia Scarcella e Elvira Scorza

produzione Teatro Stabile di Bolzano

 

Informazioni

Evento organizzato da:
Fondazione Teatro Donizetti

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